qualità superiore

Le Grappe del Grifo

Il grifo che avvinghia una vite, esplicito riferimento al simbolo principe di un’intera terra vocata alla viticoltura, l’Irpinia, è il suggestivo marchio evoluzione dell’antico stemma che contraddistingue Le Grappe del Grifo.
Fiore all’occhiello dell’antico opificio Rescigno, la “linea del Grifo” comprende quattro preziosi distillati.
La grappa giovane di Prosecco, “CLEO 57”, prodotta attraverso la distillazione a vapore con metodo classico di sole vinacce da uve Glera.
“NAUSICA”, ottenuta dalla doppia distillazione di uve plurivarietali ed invecchiata lentamente in tini di rovere francese.
Ed altre due a fortissima vocazione territoriale, la prima, “OLIMPIA”, prodotta esclusivamente con vinacce fresche di Aglianico da Taurasi ed invecchiata in barriques del Limousin, e la seconda, “ISIDE”, ottenuta dalla distillazione con metodo classico di sole vinacce da uve Fiano, rigorosamente selezionate nel territorio del comune di Lapio (AV), paese irpino a forte vocazione vitivinicola.

Attenzione, disciplina, passione e ricerca rendono queste grappe un prodotto unico e straordinariamente identificativo del territorio irpino. Le nostre Grappe del Grifo, morbide e amabili, forti e persistenti  sono prodotti da gustare a fine pasto o sorseggiare in lieta compagnia. La certezza dei palati fini.

CLEO 57

Cleo 57 Grappa di Prosecco è prodotta con sole vinacce da uve Glera distillate a vapore. Il sapore morbido evidenzia un’ottima personalità.

ISIDE

Iside Grappa barrique è fatta con vinacce da uve Fiano di Avellino DOCG. L’invecchiamento, il profumo floreale e le note di frutta esotica la rendono unica.

NAUSICA

Nausica Grappa Invecchiata è ottenuta dalla doppia distillazione di uve Plurivarietali e invecchiata per 12-18 mesi in botti di Rovere francese.

OLIMPIA

Olimpia Grappa di Taurasi barrique è distillata con metodo artigianale e invecchiata in barrique del Limousin per almeno 12 mesi. Gusto è forte e piacevole.

L’ospite di fine pasto

L’odore della grappa appena versata

bussa con garbata irruenza

alla soglia dei miei sensi,

come un innamorato all’uscio della sua amata.

Accomodati alla mia tavola,

parlami della tua terra,

usa il tovagliolo stropicciato come lavagna,

sparecchia le disillusioni

e brucia con la tua purezza

i compromessi indigesti

del quieto Vivere.

Benvenuta tu sia,

in questa casa e nel mio cuore,

per chiudere il pasto in allegria

o congedare con cortesia

l’amaro in bocca

di una giornata senza amore.